IL PROGETTO SALTAR E’ DEDICATO ALLO STUDIO DEGLI STUCCHI TRA BELLUNESE, FRIULI E TIROLO
Il Circolo è partner del progetto SaltAR – Salvaguardia del patrimonio culturale nella Regione Alpina – finanziato
nell’ambito della 1° call del programma Interreg VI-A Italia – Austria 2021-2027 – in collaborazione con l’Università di Innsbruck (Lead Partner), la Fondazione Heritagelab di Bolzano, la Fondazione De Claricini Dornpacher di Moimacco (UD) e il Comune di Belluno, in qualità di partner associato.
Il progetto, iniziato nel febbraio 2024 e con termine nel 2026, prevede la realizzazione di ricerche scientifiche, storico-artistiche e tecniche, dedicate alla tematica dello stucco in edifici storici, sia laici che religiosi, dell’area alpina. Il Circolo ha iniziato in questi mesi la mappatura degli edifici storici della provincia di Belluno in cui sono presenti tali stucchi; il censimento, curato dalla dott.ssa Letizia
Lonzi, storica dell’arte, interessa le decorazioni a stucco del XVII e XVIII secolo, con qualche riferimento anche ai decori ottocenteschi, e sarà un inedito e completo studio sulla realtà della nostra provincia.

Gli esempi bellunesi seicenteschi, anche se poco presenti, sono significativi di una pratica antica e preludio del clamoroso sviluppo della materia che avvenne alla metà del Settecento. Nel corso delle varie epoche si è notata una certa continuità nella tecnica e nell’uso dei
materiali di base usati per lo stucco, le cui variazioni sono determinate prevalentemente dall’evoluzione degli stili.
Nel Veneto questa decorazione ha trovato un ambiente propizio per manifestarsi in tutte le sue forme, dalla compostezza delle figurazioni classiche, alla sovrabbondanza di quelle barocche, fino all’estrema raffinatezza dei ricami rococò.
La provincia di Belluno presenta queste decorazioni in chiese, oratori, cappelle private, ville e palazzi; di seguito un piccolo catalogo della decorazione a stucco in provincia di Belluno.

Belluno L’esempio più significativo dell’intero territorio bellunese è conservato a Palazzo Fulcis, dal 2017 sede del MuseoCivico di Belluno, dove sono presenti gli stucchi attribuiti a Bortolo Cabianca, agli inizi del Settecento, per l’alcova di Pietro Fulcis e per il suo camerino in cui erano inserite le celebri tele di Sebastiano Ricci oggi esposte all’ultimo piano del Museo. Angeli, telamoni, cornici fitomorfe e stemmi sono resi con modellato attento seguendo il più aggiornato stile veneziano.
Valbelluna Palazzo Pivetta a Mel, sotto il quale passa l’antica via Karèra che conduceva al porto sul Piave, presenta al piano terra
un salottino interamente decorato da stucchi bianchi su sfondi verde e ocra con forme mistilinee e mascheroni, un cammeo con profilo maschile forse di un poeta coronato di alloro e motivi vegetali uniti a personaggi. Al piano superiore animali fantastici attorno a fontane abbelliscono la camera da letto. Ai margini della strada statale sorge l’oratorio trasformato di Santa Lucia di Can (Cesiomaggiore) e ampliato dall’Arciprete Giovanni Vittore Murani nel 1668. La facciata è ricca di stucchi anche a tutto tondo; al di sopra del portale è raffigurata santa Lucia fiancheggiata dal due angeli seduti, mentre nelle nicchie superiori i santi Vittore e Corona e in quelle inferiori altri due santi, forse Apostoli. Il tutto arricchito dalle testine di angeli posti come capitelli e due angioletti che sostengono lo stemma del Vescovo Gera che resse la Diocesi di Feltre tra il 1663 e il 1681.

Feltrino La chiesa parrocchiale di Fonzaso, dedicata alla Natività della Beata Vergine, mostra una ricca decorazione a stucco realizzata dopo il 1611, data di costruzione dell’attuale edificio. Si contano venti angeli in bassorilievo sui pennacchi degli archi delle nicchie ai lati
della navata, due angeli reggicandelabro sull’arco trionfale, dodici figure di Apostoli, quasi a tutto tondo, lungo la navata. Sicuramente opera di abili stuccatori che ben conoscevano i materiali locali.
Agordino La chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano di Taibon è stata la parrocchiale sino a metà del secolo scorso, quando fu sconsacrata e sostituita da un nuovo edificio sacro. Recentemente restaurata, mostra numerosi affreschi realizzati tra Cinque e Settecento, un’importante pala cinquecentesca di Paris Bordon e delle interessanti decorazioni a stucco. Queste ultime presentano
delle statue quasi a figura intera e a coppie sopra l’architrave d’imposta delle volte rappresentanti dei giovinetti che sorreggono gli angoli e che un tempo erano dipinti come dimostrano le poche tracce di colorazione rimaste.

Cadore e Comelico L’unico edificio in territorio cadorino con decorazioni a stucco è Palazzo Perucchi a Nebbiù di Cadore. Una famiglia di possidenti che fecero abbellire la loro dimora con ornamenti rococò con volute, racemi vegetali e vasi con fiori e frutti che decorano i soffitti e le pareti. A San Pietro di Cadore, Palazzo Poli-De Pol nella frazione di Mare, fu edificato nell’ultimo quarto del XVII secolo e ospita, in particolare al piano terra e al piano nobile, soffitti decorati con ornamentazioni a stucco a motivi floreali. Il volume che verrà pubblicato entro la fine del 2025, raccoglierà anche gli esiti delle ricerche degli altri partner di progetto. Sarà un’occasione importante per censire gli stucchi esistenti, segnalarne lo stato di conservazione e mettere in campo innovative ricerche che possano preservarne l’integrità.
Tutte le informazioni sul progetto le potete trovare sul sito
www.saltarproject.eu
Marta Azzalini, Letizia Lonzi