Cividale del Friuli, scrigno di storia e patrimonio UNESCO, sa come incantare i visitatori fin dal primo sguardo.
Per la prima gita del 2026 il Circolo Cultura e Stampa Bellunese ha scelto di proprio questa splendida cittadina per un’immersione totale tra le pieghe del tempo, la bellezza dell’arte e i sapori autentici della tradizione friulana sabato 16 maggio.
Un viaggio nel tempo
Per 40 amici del Circolo la giornata è iniziata nel cuore pulsante della Cividale storica, accompagnato da una guida locale.
Prima tappa d’obbligo è stato il Tempietto Longobardo, uno dei monumenti più importanti e meglio conservati dell’alto medioevo in Europa. Ammirare gli straordinari stucchi e gli affreschi rimasti intatti nei secoli è stata un’esperienza di pura meraviglia, capace di proiettare i presenti in un’epoca lontana e affascinante tra epoca longobarda e riconversione religiosa, con tracce indelebili e affascinanti lasciati dalla struttura monacale successiva. Il prof. Torp, storico dell’arte norvegese esperto di arte bizantina, afferma che “Dal punto di vista architettonico, l’edificio si trova tra Occidente ed Oriente, tra passato e futuro”.

(Volta dell’abside centrale del tempietto longobardo con Cristo in mandorla, un’Adorazione dei Magi e Santi (Elisabetta d’Alessandria, Maria Maddalena, Giovanni Battista, Antonio Abate e Benedetto)
Veloce ma suggestiva tappa è stata quella al Museo Cristiano del Duomo di Cividale per ammirare l’Ara di Ratchis, un capolavoro della scultura longobarda dell’VIII secolo commissionato dal duca longobardo (poi re) Ratchis. Realizzato in pietra d’Istria e originariamente dipinto a colori vivaci e decorato con paste vitree, porta scolpiti sul fronte Cristo in gloria all’interno di una mandorla sorretta da angeli e sui lati rispettivamente “La visitazione” di Maria ad Elisabetta e “L’adorazione dei magi” mentre sul retro forme geometriche circondano la finestrella per la preghiera alle reliquie esposte.
Il gruppo poi ha potuto ammirare il maestoso Duomo di Santa Maria Assunta, che con la sua imponente architettura gotico-rinascimentale accoglie i visitatori in un’atmosfera di solenne bellezza esterna ed interna.
A completare questo ricco quadro storico è stata la visita al Museo Archeologico Nazionale, ospitato nel prestigioso Palazzo Pretorio. Passeggiando tra le sue sale, i partecipanti hanno potuto ammirare i corredi funebri longobardi, le armi, i gioielli e i manufatti che raccontano il ruolo centrale di Cividale come prima capitale ducale in Italia.
Tra leggenda e contemporaneità tra le vie del centro
Alternato alla parte museale, nello spostamento da un punto all’altro, il gruppo ha potuto godere delle bellezze cividalesi con una passeggiata tra le vie del centro. Immancabile la sosta sul suggestivo Ponte del Diavolo, sospeso sulle acque del fiume Natisone.
Il percorso è poi proseguito verso l’animata Piazza Paolo Diacono, salotto cittadino dedicato al celebre storico longobardo. Oltre alle bellezze architettoniche è stato possibile osservare anche qui alcune opere che in questo momento stanno abbellendo, ancor di più, le vie cittadine: si tratta di installazioni di arte contemporanea di opere dello scultore Calogero Condello, che hanno creato un contrasto stimolante e magnetico tra le architetture storiche e i linguaggi artistici del presente, dimostrando come Cividale sappia far dialogare il passato con la modernità.

(Scultura dell’artista Calogero Condello che fa parte del gruppo artistico che celebra la caduta e la rinascita dell’uomo)
I sapori della tradizione e il brindisi finale
Dopo tanto camminare, è arrivato il momento conviviale per celebrare la rinomata accoglienza friulana a tavola. Il gruppo si è accomodato al ristorante Al Leon d’Oro, un punto di riferimento per chi cerca l’autenticità culinaria del territorio. Tra i classici piatti della tradizione il pranzo si è rivelato un vero e proprio viaggio sensoriale nei sapori di una volta, accompagnato da cordialità e calore dei padroni di casa.
Prima di intraprendere la via del ritorno verso Belluno, non poteva mancare un ultimo omaggio all’importante vocazione vitivinicola della regione con una visita guidata alla cantina La Sclusa, a Spessa di Cividale. Qui, passeggiando tra i vigneti e la barricaia, gli ospiti hanno potuto degustare l’eccellenza dei vini dei Colli Orientali del Friuli, chiudendo in bellezza con un brindisi che ha sigillato una giornata memorabile, sospesa tra cultura, bellezza e convivialità.

(Il gruppo in visita alla cantina La Sclusa)