Presentato l’ultimo libro del dott. Ernesto Riva, un viaggio nel cuore del tardo Rinascimento europeo, tra Venezia, Heidelberg e Praga.

Il 18 maggio 2026, alle ore 18.00, l’Aula Magna del Seminario Gregoriano si è trasformata in un raffinato salotto culturale per la presentazione del nuovo libro del dottor Ernesto Riva, intitolato “Le nozze alchemiche” edito dalla Compagnia Editoriale Aliberti. L’incontro, promosso dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese, ha richiamato soci e amici del Circolo e del relatore, appassionati di storia, filosofia, esoterismo e letteratura rinascimentale, affascinati da un’opera che intreccia sapientemente romanzo storico, simbolismo e ricerca spirituale.

L’evento è stato introdotto dal Presidente del Circolo Luigino Boito che ha ricordato il sodalizio con l’autore e ha annunciato l’evento di celebrazione del 50° anniversario del Circolo che si terrà il 24 ottobre al Teatro Dino Buzzati di Belluno, dedicato alla storia dell’ente tra teatro, letteratura, musica e danza in una visione culturale del prossimo futuro. Buzzati sarà anche protagonista di un nuovo progetto intitolato “I tre cantori delle Dolomiti” in cui si intrecceranno molteplici iniziative dedicate allo scrittore bellunese, ad Andrea Zanzotto, poeta narratore del Veneto, e a Bepi Mazzotti, giornalista, scritto e alpinista.

La serata, presentata dalla prof.ssa Rosetta Girotto Cannarella, ha condotto i presenti nel cuore del tardo Rinascimento europeo, tra Venezia, Heidelberg e Praga, seguendo il cammino del giovane Samuel Rodriguez, figlio di armatori dalmati, che abbandona il destino commerciale della famiglia per inseguire gli ideali umanistici, la conoscenza ermetica e il misterioso movimento rosacrociano. Attraverso incontri con studiosi, filosofi e alchimisti, Samuel intraprende un percorso iniziatico che culmina nell’incontro con Ester, figura femminile che rappresenta non soltanto l’amore terreno, ma anche la compiutezza spirituale dell’essere umano. Sullo sfondo scorrono le tensioni religiose e politiche dell’Europa del Seicento, tra aspirazioni di tolleranza, fermenti riformatori e tragedie storiche che travolgono i protagonisti.




L’opera si inserisce nella grande tradizione simbolica delle “nozze alchemiche”, un tema antico e profondamente evocativo. Nell’alchimia, infatti, le nozze rappresentano l’unione degli opposti: maschile e femminile, spirito e materia, sole e luna, zolfo e mercurio. Non si tratta semplicemente di un matrimonio terreno, ma di una trasformazione interiore. L’alchimista vedeva nella fusione armonica delle polarità il compimento della Grande Opera, cioè il raggiungimento della perfezione spirituale e della conoscenza superiore; l’unione degli opposti condurrebbe come ultima ratio alla creazione della celebre Pietra filosofale.

Il riferimento più celebre è quello delle “Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz”, testo simbolico attribuito a Johann Valentin Andreae, pubblicato nel XVII secolo e considerato uno dei manifesti della tradizione rosacrociana. In quell’opera il viaggio verso il castello delle nozze diventa allegoria del cammino iniziatico dell’uomo verso l’illuminazione.

Nel romanzo di Ernesto Riva, dunque, le “nozze alchemiche” assumono un duplice significato: da un lato l’amore umano tra Samuel ed Ester, dall’altro la ricerca di una riconciliazione più profonda tra l’uomo e il cosmo, tra ragione e mistero. È proprio questo intreccio di storia, spiritualità e simbolismo ad aver reso la presentazione bellunese particolarmente intensa e partecipata.

L’atmosfera raccolta del Seminario Gregoriano, con le sue architetture solenni Quattro e Cinquecentesche, ha contribuito a creare un contesto ideale per discutere di filosofia ermetica e delle inquietudini storiche dell’Europa rinascimentale. La serata si è così trasformata non soltanto nella presentazione di un libro, ma in un viaggio culturale dentro uno dei simboli più enigmatici e affascinanti della tradizione occidentale.

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