Festeggiamenti per la ricorrenza dei 30 ^ anno dalla fondazione dell’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo.

Un paese in festa sabato 25 luglio 2026 per la ricorrenza del 30 ^ anno dalla nascita dell’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo. Antesignano dell’associazione il 25 luglio 1996 è stato il “Gruppo Rossobruno”, composto da Lino Colotto, Cesare Losso e Agostino Martin.

Lo scopo dell’Associazione era tenere in vita la storia del paese dove, fin da epoca romana, veniva cavata la pietra di Castellavazzo. Gli scalpellini erano originari del paese e conoscevano le arti e le maestrie per l’utilizzo di questa pietra con cui sono state realizzati pregevoli elementi architettonici di case e Palazzi e le chiese più belle della provincia di Belluno, come ad esempio la Chiesa di Santo Stefano con divere varietà di pietra nelle colonne, negli archi e nella pavimentazione dal colore rosso, rosa e grigio, colori reperibili in base alle fasce di estrazione e origine.

Nel 2006 nasceva anche il Museo della pietra e degli Scalpellini di Castellavazzo grazie al contributo dell’antropologa Daniela Perco.

Nel 2018 l’architetto Daniele Feltrin, trasforma il museo dandogli la giusta dignità all’interno della ex sede Municipale del paese e allestendolo con sezioni dedicate alle diverse epoche e ai diversi utilizzi della pietra, ognuna legata ad una tematica specifica: la storia geologica, tecniche di estrazione, lavorazione e trasformazione della pietra, storia del paese di Castellavazzo, presenze di pietra e uso della pietra nella quotidianità e nel gioco e infine la storia del cementificio dei primi 900.

Il Museo etnografico, connotato da un forte legame con la comunità con cui c’è un continuo dialogo e collaborazione diretta, è espressione della storia del luogo che si fa testimone degli antichi mestieri di cavatore e scalpellino, di cui un intero paese è vissuto:

“30 anni sono un momento importante per qualsiasi Associazione e anche noi abbiamo voluto ringraziare il paese di Castellavazzo e i soci fondatori che ci hanno fatto onore e hanno reso unica e preziosa la nostra identità” queste le parole del Presidente dell’Associazione e Direttore del Museo Daniele Feltrin. “Un paese di pietra, la pietra di un paese” è invece il titolo del libro scritto nel 1997 a cura dall’Arch. Prof. Adriano Alpago Novello che si può consultare presso il Museo o presso la sede del Circolo Cultura e Stampa Bellunese in Piazza Mazzini 18 a Belluno.

La giornata dedicata alla ricorrenza della nascita dell’Associazione ha visto partecipi grandi e piccoli del paese e diverse autorità tra cui dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e il Console del Turing. Dopo un primo momento istituzionale con la premiazione alle famiglie eredi delle testimonianze dei loro avi, c’è stata l’inaugurazione della mostra fotografica di Alessandra Masi dedicata alle montagne bellunesi che rimarrà aperta fino ad ottobre 2026 e allietata dalle note musicali country rock del gruppo Bloomer Acoustic Quartet di San Vito di Cadore.

In via Roma 16, nel cortile del Museo, sono state anche allestite delle postazioni dimostrative che hanno reso ancor più interessante la giornata con i maestri: Massimo Campedel coltellinaio, Adalberto Bratti forgiatore, Dario Sogmaister mosaicista e alcuni maestri scalpellini.

L’Associazione, con i consiglieri Mazzucco Vilmer, Simone Osta, Valentina Giulio, Zoldan Cesere Adolfo e Zoldan Giocondo Giorgio, organizza diverse attività culturali e laboratori esperienziali, iniziative che vengono messe in evidenza nel sito web: www.pietraescalpellini.it.

Un consiglio: andate a visitare questo Museo didattico perché, rispetto a molti musei, la luce naturale entra dalle finestre da dove si possono ammirare le montagne circostanti e i manufatti in pietra presenti nel museo si possono anche toccare. “Le vecchie pietre di Castellavazzo possono dare concrete ed utili risposte: sempre che le si sappiano ascoltare.” Questo dicevano i maestri scalpellini di una volta e il Direttore del Museo Daniele Feltrin parla di “Like a Rolling Stones: le pietre rotolano, si muovono, così anche il Museo, grazie all’Associazione di volontari, è vivo e dinamico, si sviluppa e si evolve insieme alla storia di questo paese immerso fra le Dolomiti Bellunesi.”

Autore

  • Progettazione e coordinamento programmi con le scuole, teatro in lingua e capitale naturale